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Accanita intervista #5

Nuovissimo appuntamento con l’Accanita Intervista! La voce protagonista di oggi è quella di Alice.   Puoi leggere ai seguenti link (1 , 2 , 3 , 4) le precedenti interviste!      Come hai conosciuto il Club delle Accanite Lettrici e Accaniti Lettori? Tramite una collega    Cosa significa (ha significato) per te farne (averne fatto) parte? E’ stata un’esperienza bellissima, rilassante e stimolante allo stesso tempo. All’inizio ero un po’ “pigra” e forse un po’ imbarazzata a parlare davanti alle persone (il coraggio diciamo non è la mia caratteristica dominante). Dopo alcuni incontri, però, mi sono sentita come a casa e questo “blocco” è come sparito. Grazie di cuore alle Accanite!    Qual è il libro più bello che hai letto ad alta voce? “La vita accanto” di Mariapia Veladiano    Quale scrittore/scrittrice vorresti incontrare al Venerdì d’autore? Giorgio Faletti, ma purtroppo non c’è più.    Un tuo consiglio di lettura. “Chiru”, di Michela Murgia       Un Rilassati e Leggi! a tutti! Serena Mazzurana

Accanita intervista #4

Anche oggi un’Accanita Intervista! La voce protagonista è quella di Manuela. Potete trovare le precedenti interviste qui , qui e qui.     Come hai conosciuto il Club delle Accanite Lettrici e Accaniti Lettori? Il Club delle accanite lettrici l’ho conosciuto  tramite Evelyn.   Qual è il libro più bello che hai letto ad alta voce? Il libro che mi è piaciuto di più  è il libro di Maria Pia Velandiano.   Come hai conosciuto il Club delle Accanite Lettrici e Accaniti Lettori? Il Club per me rappresenta due cose: arricchimento culturale personale e la possibilità  di  contribuire, segnalando, iniziative interessanti attorno a noi.   Un tuo consiglio di lettura. Il mio consiglio di lettura è  Il buio oltre la siepe o Rosso Vermiglio.         Un Rilassati e Leggi! a tutti! Serena Mazzurana

Accanita intervista #1

Abbiamo chiesto alle Accanite – e agli Accaniti – di darci una impressione, opinione o un suggerimento sulla loro esperienza al Club. Domande ben mirate, specifiche, di cui ora vorremmo condividere con voi le risposte. Per noi, la loro opinione è molto importante perchè ci permette di avere un feedback in modo tale anche da apportare i giusti miglioramenti per una buona e piacevole esperienza di lettura ad alta voce. La condivisione, d’altra parte, è fondamentale e ogni voce all’interno del Club è unica e rende completa questa realtà che continua la sua attività grazie alla partecipazione e all’entusiasmo di ogni suo singolo componente. Perché i veri protagonisti sono loro, le Accanite e gli Accaniti, che creano una coesione e un’unione tale da far diventare la lettura al Club una cosa bella, bellissima. La voce che vi proponiamo oggi è quella di Filiberto, un Accanito Lettore! Ne seguiranno altre, perciò… Stay tuned!     Come hai conosciuto il Club delle Accanite Lettrici e Accaniti Lettori? Seguivo sulla stampa locale gli “incontri con l’autore” proposti  dal club e, da sempre appassionato alla lettura, mosso dalla mia proverbiale curiosità, ho deciso di  iscrivermi ed iniziare  a partecipare alle serate di lettura ad alta voce.   Cosa significa (ha significato) per te farne (averne fatto) parte? Devo ammettere che i dubbi iniziali sono scomparsi dopo pochi minuti. Ho trovato un clima molto bello, accogliente e di grande interesse culturale. Il confronto e la condivisione delle sensazioni sulle letture proposte e le riflessioni che ne nascevano mi hanno via via confermato l’importanza per il territorio e per ognuno di noi  della presenza di un’iniziativa di questo tipo.   Qual è il libro più bello che hai letto ad alta voce? E’ stato il romanzo “Una storia quasi perfetta” di Mariapia Veladiano a conquistarmi sotto tutti i punti di vista. Una scrittura straordinaria ed una narrazione molto coinvolgente. Del resto tutte le proposte fatte, con la competente guida della nostra presidente, sono state complete e perfette sotto tutti i punti di vista. Ritengo giusto continuare su questa strada: mi fido ed affido totalmente alle sue proposte.   Un tuo consiglio di lettura. Sto rileggendo in questi giorni “Narciso e Boccadoro” (1930) di Hermann Hesse e lo trovo di una bellezza unica e di una attualità ancora molto forte sui temi dei rapporti e delle relazioni umane.       Un Rilassati e Leggi! a tutti! Serena Mazzurana  

Gli accaniti auguri di Natale

In occasione delle festività natalizie, abbiamo pensato di darvi due accaniti consigli di lettura che potranno certamente tenervi compagnia tra una fetta di pandoro (o panettone, se preferite) e l’altra!   Come primo consiglio vi suggeriamo LEI di Mariapia Veladiano (Guanda, 2017)   Come secondo consiglio, invece, vi suggeriamo CENT’ANNI DI SOLITUDINE di Gabriel Garcìa Màrquez, nella nuova traduzione di Ilide Carmignani (Mondadori, 2017)   Accaniti auguri di Buon Natale a tutti voi…e buone Accanite Letture, naturalmente!     Rilassati e Leggi! Il Direttivo

Il venerdì d’autore tra libri, vino e piccole cose

“I nomi che diamo alle cose” di Beatrice Masini arriva in Valpolicella Venerdì 5 Maggio 2017, alle ore 20:45, in Villa Brenzoni Bassani a Sant’Ambrogio di Valpolicella si è tenuto l’evento “Venerdì d’autore” organizzato dall’Associazione Botta&Risposta in collaborazione con il Club delle Accanite Lettrici (e Accaniti Lettori) e con il Patrocinio del Comune di Verona e del Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella. Ospite della serata Beatrice Masini, giornalista, traduttrice, editor, che ha presentato il suo ultimo libro “I nomi che diamo alle cose”, edito da Bompiani (2015). Al termine, una degustazione di vini del territorio – Amarone e Valpolicella Classico – proposti da Tedeschi Wines e un buffet della pasticceria La Dolce Linea. Beatrice Masini sceglie le piccole cose, quelle di tutti i giorni e dà loro un nome preciso. Lo racconta al “Venerdì d’Autore” in un dialogo aperto e diretto con la scrittrice Mariapia Veladiano, già ospite all’evento con i romanzi “La vita accanto” (Einaudi, 2011), “Il tempo è un Dio breve” (Einaudi, 2012) e “Una storia quasi perfetta” (Guanda, 2016). Il dialogo si apre con una particolare attenzione rivolta al titolo, in cui si identifica il ritmo delle parole tipico della poesia, rintracciabile in autori illustri quali D’Annunzio, Pascoli e Montale. È proprio l’autrice del romanzo, in proposito, ad affermare: «Trovo che tutte le parole siano importanti tanto per il suono quanto per il senso. Spesso senso e suono vanno insieme e nella poesia questo succede in modo estremo, cercato, deliberato». L’uso delle parole – quelle giuste – lo conosce bene anche Anna, la protagonista, che si ritrova catapultata «in una casa che non è la sua, in un ambiente in cui non ha radici» e lo spiega proprio nel quarto di copertina con una frase che, durante la serata, è piaciuta a tutti i presenti: «Più il tempo passa più mi piacciono le cose semplici, elementari, lisce come sassi su una riva. Bello, buono, pane, cielo, bene, male, cosa. Ci vuole coraggio, suppongo, a farne uso». Al contrario di Iride Bandini, l’altra protagonista, che ha trascorso la sua vita alla ricerca delle parole “speciali”. L’attenzione, per tutto il romanzo, non poteva che essere sui nomi. Nomi di cose, di case (Villa Biglia), di donne (Iride), di uomini (Tiziano), di bambini (Gregorio), scelti con singolare semplicità, eleganza, gusto raffinato e originalità. Nel romanzo si trovano riferimenti a Fernando Bandini – la cui curiosità arriva, appunto, dal cognome della seconda protagonista, Iride – , poeta vicentino del Novecento. Ecco qui la trama del libro: Spesso quando si desidera distrattamente qualcosa si finisce per ottenerlo senza sapere che farsene. È quello che scopre Anna, quarant’anni, un passato prossimo doloroso e irrisolto, un presente di lavoro-passione e leggerezza forzata, quando Iride Bandini, celebre autrice per ragazzi conosciuta anni prima, le lascia in eredità una piccola casa, la portineria della sua proprietà: un curioso, eccessivo gesto di gratitudine che invita Anna a cambiare vita senza rifletterci troppo. Dalla città alla campagna, passato un periodo in solitario nuovi legami s’impongono, si rendono necessari: un capomastro gentile e devoto, l’ex segretaria e il figlio irrequieto della scrittrice, uno sceicco che non è uno sceicco, una coppia di contadini con bambine, tutti sembrano volere qualcosa da Anna, come se la sua presenza in quel luogo non fosse quasi casuale ma richiesta. E poi c’è una raccolta di fiabe inedite ritrovate in una scatola di latta, ci sono le storie di guerra e d’amore che solo certe case sanno raccontare, e i conti da fare coi propri nodi quando continuano a stringere, a far male. Un romanzo che parla della cura degli altri e delle cose, di madri buone e figli cattivi o viceversa, di vino, cani e fantasmi, del peso da dare a ciò che si fa e alle parole che si scelgono per definirlo.   “I nomi che diamo alle cose” è senza dubbio un libro profondo, ispirato, dal grande valore intrinseco del senso vero della vita, della bellezza delle cose piccole ed essenziali, di maternità e paternità sfiorata – «che è il mestiere più difficile al giorno d’oggi» afferma l’autrice – , di scrittori bugiardi lontani dallo stereotipo comune sempre sorridenti e divertenti, di rinuncia, di virtù, di infanzia e di coraggio. L’incontro si è concluso con la domanda di Roberta Cattano, traduttrice editoriale e collaboratrice redazionale, Presidente dell’Associazione Botta&Risposta e del Club delle Accanite Lettrici, «Ma tu, quanto leggi?», a cui l’autrice ha risposto così: «Io ho la fortuna di essere pagata per leggere. Leggo tanto, leggo anche per lavoro. Sono pagata anche per scrivere, ma leggere è meglio». Ecco una citazione direttamente dal libro, pag. 128: “Mettersi in ascolto è come vagare in un’immensa biblioteca a cielo aperto, e per forza ci vuole un tetto di niente, perché non ci sono limiti, non si possono chiudere in una stanza o in un palazzo le storie delle cose del mondo. A volte pone i suoi problemi, perché chiede complicità e opinione, e alla fine ci si macchia anche a prendere tra le dita, pianissimo, un’ala di farfalla. Ma è la vita che è sporca. Se ci si occupa di vita non si può restare puliti.” Un Rilassati e Leggi! – il motto del Club – a Beatrice Masini e al suo romanzo, che le Accanite Lettrici consigliano… accanitamente. Serena Mazzurana