Accanite Letture

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Mercoledì 10 aprile alle ore 21 ripartono i #readingparty o edizioni di lettura ad alta voce con Il Club delle Accanite Lettrici.

Protagonista dei 6 incontri è il romanzo di Giusy Sciacca D’amore e di rabbia, 2023 Neri Pozza Giusy è una brillante scrittrice e donna. E anche il suo libro racconta la storia di una donna e della sua vita in una Sicilia stremata agli albori del fascismo. “In questo romanzo Giusy Sciacca ci restituisce una Sicilia arcaica e sanguigna che si lacera sotto le spinte di una modernità scandalosa, impaziente e ribelle che urla la propria ansia di cambiamento. «L’amore che Giusy Sciacca prova per la Sicilia è purissimo – ha scritto Nadia Terranova – e questo libro viene da lí, dal cuore femminile dell’isola delle storie».” La República Nadia Terranova Quindi vi aspettiamo mercoledì 10 aprile presso la sala incontri @bccvalpolicellabenaco (il primo incontro inizia un po’ prima alle 20.45 per le iscrizioni). Vi aspettiamo anche solo per provare la prima sera e vivere questa esperienza: spegnere i telefoni e immergerci nella lettura e nell’ascolto!

Chiedi perdono

Inshallah è la parola magica di Lily. Appartiene a un linguaggio che, come ben sa, non bisogna utilizzare di giorno se non in caso di emergenza. Perchè le parole sono come i desideri di un genio: non vanno sprecate. Lily non ha nemmeno una comprensione rudimentale dell’arabo; per lei è qualcosa di onirico. La sera,  a letto, quando le luci sono spente da un pezzo, lei e Frances parlano quella strana lingua. La loro lingua da letto. Frances usa espressioni che ricorda a metà e racconta frammenti di antiche storie, intrecciandole a brani di canzoni, riempiendo le molte lacune con parole di sua invenzione che si avvicinano al suono della lingua della Patria Lontana della mamma. Lily conversa con disinvoltura nella lingua inventata, senza sapere quali parole sono autentiche, quali inventate, quali ibride. Il significato sta nella musica e nell’intimità del loro letto-tappeto magico. Mille e una notte. Ann-Marie Mac Donald Chiedi perdono Adelphi, 2002 traduzione: G.Granato in copertina: Winslow Homer, Crepuscolo (1881-1907) consigliato accanitamente da Emy Ceravolo    

L’accompagnatrice

Intorno a me c’era la gloria di un’altra, la bellezza di un’altra, la felicità di un’altra, e quel che è peggio, sapevo che erano ben meritate, che se non fossi stata seduta al piano, sul palco dove nessuno mi notava o in un cantuccio del camerino, dietro a Marija Nikolaevna, ma in mezzo alla folla che l’applaudiva e correva per vederla all’uscita degli attori, l’avrei anch’io voluto parlare, toccarle la mano, vederla sorridere. Ma adesso sognavo solo di trovare un punto debole in quell’essere forte, di aver in pugno la sua vita qualora mi diventasse intollerabile rimaner nella sua ombra. Nina Berberova L’accompagnatrice Feltrinelli, 2008 traduzione: L. Prato Caruso                                 in copertina: Ryan McVay/Stone/Getty Images Consigliato accanitamente da Emy Ceravolo

Vorremmo conoscere le parole mai dette

Finita la lettura, “Le parole mai dette” è rimasto a lungo sul mio comodino, come se non fosse terminato del tutto. Continuavo a sentirne la forza, legata a uno stile pacato, discreto e netto, determinata dalla peculiare narrazione in prima persona plurale. Questo “noi” è un costante invito ad abbandonarsi alla poesia che pervade ogni singola visione. Un romanzo che mi ha sorpresa per le parole sospese, trattenute, taciute, cambiate per raccontare l’umano vacillare di fronte al mistero della vita, dell’amore, dei legami e degli affetti. “C’era una volta una brutta bambina appena nata. La storia comincia così.” Lei è la figlia maggiore, la bambina che la madre non avrebbe voluto e che ha cercato di non far nascere. “Sommersa da un pudore fuori luogo” si ostina a tenerla dentro di sé. Solo il forcipe e le mani del medico riescono a dare la luce alla bambina. La madre piange, la bambina sbraita di rabbia. Il padre con le sue carezze placa il pianto della madre, e poco a poco si attenuano anche le urla della bambina. “Ci sorprendiamo a pensare che, fin dall’inizio della loro storia, esista tra quei tre un filo invisibile, un legame quasi magico”. È la magia di una fiaba solo in apparenza distante, in realtà più prossima di quanto si possa immaginare, che attraversa paesaggi interiori, profondità emotive, scorci di solitudini, orizzonti di legami indissolubili. Non sapremo mai il nome della protagonista. Lei ci appare come una sorta di invincibile creatura, quasi una fata o un angelo, che si prende cura del padre, della madre e dei numerosi fratelli e sorelle, stretta a quei nodi invisibili che avviluppano e aggrovigliano la famiglia, mai chiari, perché celano ad arte un’origine misteriosa. “Ci chiediamo se la madre non faccia nascere tutti questi figli unicamente per mettere in gioco la propria vita a ogni nascita, per sentire il panico del padre all’idea di perderla e poi la sua indicibile gioia quando la ritrova viva, intatta… L’amore tra loro è irragionevole, vertiginoso, furioso. Fa quasi paura. Nemmeno le fiabe arrivano a immaginare che ci si possa amare a tal punto.” Poi un giorno la figlia se ne va. Decide di cercare se stessa lontana da quella famiglia. “Probabilmente è questa attitudine al totale e improvviso mutamento che le ha permesso di separarsi dai suoi cari con così poche difficoltà: come il suo fisico, anche la sua vita può in ogni momento cambiare.” Legge e sogna di incontrare un amore completo e che la illumini, un amore capace di andare oltre il comune senso di abbandono e felicità, come quello che provano i suoi genitori. Incontrerà Jean, solo l’ombra fraterna del sentimento che cerca. Poi arriva Tom, e con lui scoprirà il calore del desiderio, la delicatezza e la sensualità racchiuse nel tocco di una carezza. Ma Tom, uomo sposato, la lascerà di nuovo da sola. Non ci resta che seguire la protagonista e rimanere con lei fino a quando: “Nel silenzio del suo piccolissimo appartamento, nell’intimità di quel luogo in cui nessun altro è mai stato ammesso, dove non si è mai sentito altro suono che la sua voce che parlava da sola, scaturisce un canto. È la voce del cuoco, una voce quasi mormorata, senza nessuno strumento ad accompagnarla, il tenero canto di un uomo per lei. Il cuoco canticchia un’aria lenta e dolce, e vediamo lei tremare, e chiudere gli occhi per l’emozione. Il cuoco canta e lei rimane in piedi al centro del minuscolo appartamento, tremante, nella delicatezza di quel canto registrato solo per lei – la bambina a cui né il padre né la madre hanno mai cantato una ninnananna per farla addormentare.” Una lettura accanitamente consigliata a chi segue il piacere di immergersi e scandagliare le incredibili profondità dell’animo umano, a chi crede che vacillare non significhi per forza cadere, a chi si sorprende a riconoscere e trattenere il respiro di fronte a una meraviglia inaspettata. M. Roberta Cattano Violane Bérot Le parole mai dette Traduzione di Tommaso Gurrieri In copertina: un disegno di Roberto Mastai Edizioni Clichy (2016)