Al via gli eventi del 2025 dell’associazione Botta&Risposta
Il Club delle Accanite Lettrici e Accaniti Lettori è entusiasta di annunciare la ripresa delle sue attività nel 2025 con un ciclo di incontri dal titolo “AccanitaLente 2025”. Questi eventi offriranno l’opportunità di esplorare il nostro paese attraverso la lente della cronaca e dei costumi, con uno sguardo profondo sugli aspetti sociali e antropologici.
Appuntamenti d’Autunno con il Club
Presentato il programma Autunnale del Club delle Accanite Lettrici e Accaniti Lettori
Mercoledì 10 aprile alle ore 21 ripartono i #readingparty o edizioni di lettura ad alta voce con Il Club delle Accanite Lettrici.
Protagonista dei 6 incontri è il romanzo di Giusy Sciacca D’amore e di rabbia, 2023 Neri Pozza Giusy è una brillante scrittrice e donna. E anche il suo libro racconta la storia di una donna e della sua vita in una Sicilia stremata agli albori del fascismo. “In questo romanzo Giusy Sciacca ci restituisce una Sicilia arcaica e sanguigna che si lacera sotto le spinte di una modernità scandalosa, impaziente e ribelle che urla la propria ansia di cambiamento. «L’amore che Giusy Sciacca prova per la Sicilia è purissimo – ha scritto Nadia Terranova – e questo libro viene da lí, dal cuore femminile dell’isola delle storie».” La República Nadia Terranova Quindi vi aspettiamo mercoledì 10 aprile presso la sala incontri @bccvalpolicellabenaco (il primo incontro inizia un po’ prima alle 20.45 per le iscrizioni). Vi aspettiamo anche solo per provare la prima sera e vivere questa esperienza: spegnere i telefoni e immergerci nella lettura e nell’ascolto!
Accanita intervista #1
Abbiamo chiesto alle Accanite – e agli Accaniti – di darci una impressione, opinione o un suggerimento sulla loro esperienza al Club. Domande ben mirate, specifiche, di cui ora vorremmo condividere con voi le risposte. Per noi, la loro opinione è molto importante perchè ci permette di avere un feedback in modo tale anche da apportare i giusti miglioramenti per una buona e piacevole esperienza di lettura ad alta voce. La condivisione, d’altra parte, è fondamentale e ogni voce all’interno del Club è unica e rende completa questa realtà che continua la sua attività grazie alla partecipazione e all’entusiasmo di ogni suo singolo componente. Perché i veri protagonisti sono loro, le Accanite e gli Accaniti, che creano una coesione e un’unione tale da far diventare la lettura al Club una cosa bella, bellissima. La voce che vi proponiamo oggi è quella di Filiberto, un Accanito Lettore! Ne seguiranno altre, perciò… Stay tuned! Come hai conosciuto il Club delle Accanite Lettrici e Accaniti Lettori? Seguivo sulla stampa locale gli “incontri con l’autore” proposti dal club e, da sempre appassionato alla lettura, mosso dalla mia proverbiale curiosità, ho deciso di iscrivermi ed iniziare a partecipare alle serate di lettura ad alta voce. Cosa significa (ha significato) per te farne (averne fatto) parte? Devo ammettere che i dubbi iniziali sono scomparsi dopo pochi minuti. Ho trovato un clima molto bello, accogliente e di grande interesse culturale. Il confronto e la condivisione delle sensazioni sulle letture proposte e le riflessioni che ne nascevano mi hanno via via confermato l’importanza per il territorio e per ognuno di noi della presenza di un’iniziativa di questo tipo. Qual è il libro più bello che hai letto ad alta voce? E’ stato il romanzo “Una storia quasi perfetta” di Mariapia Veladiano a conquistarmi sotto tutti i punti di vista. Una scrittura straordinaria ed una narrazione molto coinvolgente. Del resto tutte le proposte fatte, con la competente guida della nostra presidente, sono state complete e perfette sotto tutti i punti di vista. Ritengo giusto continuare su questa strada: mi fido ed affido totalmente alle sue proposte. Un tuo consiglio di lettura. Sto rileggendo in questi giorni “Narciso e Boccadoro” (1930) di Hermann Hesse e lo trovo di una bellezza unica e di una attualità ancora molto forte sui temi dei rapporti e delle relazioni umane. Un Rilassati e Leggi! a tutti! Serena Mazzurana
Le Accanite Lettrici e La Signora dei Filtri
Non solo letture. Non solo venerdì d’autore. Pur sempre libri. Pur sempre passione per la lettura. Siamo state orgogliose e contente per aver incontrato Chiara Pugliese, radioblogger di La Signora dei Filtri. L’affinità tra il nostro Club e La Signora dei Filtri, che Chiara ha riconosciuto subito, risiede proprio nella natura corale e nell’amore per i libri. La Signora dei Filtri, definita dai suoi stessi redattori come “uno slow-blog a più voci che non sta sul pezzo ma riflette con calma, comunicando agli altri il suo mondo, la sua visione multiforme e sfaccettata”, spazia dalle recensioni e valutazioni di libri ad articoli e profonde riflessioni di carattere culturale. Un incontro tra queste due realtà, quindi, che è avvenuto in maniera del tutto spontanea e naturale, in un dialogo aperto e conviviale come nelle nostre serate accanite. In questa intervista io ed Emy abbiamo avuto l’opportunità di parlare delle attività del Club oltre che di libri, tanto di quelli letti accanitamente durante le edizioni quanto di quelli che ci hanno appassionato e quindi proposti da noi come consigli di lettura. Chiara, da anni conduttrice di programmi radiofonici che si occupano di libri, è stata estremamente gentile e paziente per questa prima nostra radio-intervista, mettendoci subito a nostro agio. Abbiamo quindi formalmente invitato Chiara ad unirsi ad uno dei prossimi Venerdì d’Autore, non vediamo l’ora di conoscerla anche di persona! Con un grazie nuovamente a Chiara e a La Signora dei Filtri, vi invitiamo ad ascoltare qui la nostra radio-intervista. Trovate qui di seguito i link del blog e della pagina facebook, che vi consigliamo (accanitamente) di seguire. La Signora dei Filtri Blog Pagina Facebook Un Rilassati e Leggi! a tutti! Serena Mazzurana
Gli accaniti incontri stanno per tornare!
Care Lettrici, Cari Lettori, ebbene sì! Gli Accaniti Incontri stanno per tornare e alla grande, anzi, grandissima! Per questa prima edizione del 2018 abbiamo scelto un libro davvero interessante che, come vedrete subito, è molto diverso dalle letture fatte fino ad oggi. Ci siamo spinti un po’ oltreoceano e abbiamo pensato potesse essere cosa buona e giusta proporvi “L’ospite d’onore” di Joy Williams (considerata un’eccellenza del racconto americano) nella traduzione di Sara Reggiani e Leonardo Taiuti, fondatori della casa editrice BlackCoffee. Si tratta di una raccolta di racconti composti dall’autrice nel corso degli anni e che siamo sicuri potranno catturarvi così come hanno convinto noi! Che altro dire… Per scoprirlo vi aspettiamo numerosi il 22 Gennaio, ore 21:00, alla Biblioteca Comunale di Sant’Ambrogio di Valpolicella per il primo incontro di lettura durante il quale sarà possibile iscriversi alla nuova edizione, oltre che al tesseramento se non l’avete già fatto! Qui di seguito vi riportiamo le date di tutti e sei gli incontri: 22 Gennaio – 29 Gennaio – 5 Febbraio – 19 Febbraio – 26 Febbraio – 5 Marzo Vi anticipiamo già che venerdì 2 Marzo 2018 ci sarà il consueto appuntamento del Venerdì d’Autore dove incontreremo i traduttori Sara Reggiani e Leonardo Taiuti! Un Rilassati e Leggi! a tutti! Serena Mazzurana
Il terzo tempo al Venerdì d’Autore
Venerdì 24 novembre abbiamo incontrato in Villa Bassani a Sant’Ambrogio di Valpolicella Lidia Ravera, autrice del libro Il terzo tempo, edito da Bompiani. La serata è stata introdotta da Roberta Cattano, Presidente del Club delle Accanite Lettrici e Accaniti Lettori e dell’Associazione Botta&Risposta, che ha presentato l’autrice al pubblico. Assieme a Lidia Ravera ospite al Venerdì d’Autore anche Beatrice Masini – già presente all’evento della precedente edizione con il romanzo I nomi che diamo alle cose edito da Bompiani, che ha dialogato con l’autrice attraverso alcune frasi e parole che richiamavano l’attenzione al libro. Si è partiti con la parola tempo, con Vecchiaia. Istruzioni per l’uso. È emersa la vocazione pedagogica dell’autrice, come poi affermerà lei stessa, che l’ha sempre in qualche modo portata a interrogarsi su come affrontare quel periodo della vita che fa paura a molti, che segna inevitabilmente un punto di svolta o l’inizio della fine. «Mi ha sempre terrorizzata fin dai dodici anni, invece ho scoperto che non è poi così malvagio. Penso di aver capito come surfare sulle onde della vecchiaia senza farsi sbattere contro gli scogli, senza farsi risucchiare dalla marea.» E la sua vocazione nasce proprio da lì, nasce dalla voglia e in qualche modo anche dalla necessità di dover condividere con gli altri qualcosa che è riuscita a capire bene. Il tempo è deviante e richiede impegno, anche per non perdere se stessi. Non è qualcosa da cui scappare ma qualcosa insieme a cui imparare a correre. Invecchiare bene, invecchiare male. La cosa importante è che invecchiare è inevitabile e noi abbiamo due possibilità: accettarne i cambiamenti e surfare sulle onde del tempo oppure rimanere a riva. Così farà anche Costanza, la protagonista del romanzo, che se pur con qualche discussione e ostinazione su quanto l’invecchiare porti inevitabilmente a dei cambiamenti, accetta la condizione nella quale si trova e cerca di tirarne fuori il meglio che può, con quel che può. Una dimostrazione tangibile lo è il convento che cerca di risanare a luogo in cui riunire i compagni di una volta, gli adolescenti di una volta, un posto in cui “invecchiare bene”, in cui sognare una “seconda adolescenza”. Nel romanzo si ritrovano alcuni luoghi evocativi molto importanti, come Civita di Bagnoregio, luogo in cui si trova il convento, e con cui l’autrice è venuta a contatto durante il suo lavoro da Assessore nella regione Lazio. Luoghi che spesso invocano l’ambientazione di un romanzo anche semplicemente a prima vista, come nel caso di questa storia. «Entri in un luogo così e hai il senso della bellezza della fine. Questi luoghi simbolici aiutano molto in un romanzo. Quindi ho pensato che se Costanza avesse visto un luogo così avrebbe capito che gli antichi compagni degli anni ’70 andavano bene messi lì.» Non solo “vecchiaia”, ma anche confronto con la giovinezza. Non a caso, infatti, troviamo personaggi come Chelsie, che con il figlio entrano a far parte della vita di Costanza. Costanza non teme il confronto, non è invidiosa e non pretende di insegnare nulla ai giovani. «Quando vede Chelsie con il bambino prova una sincera ammirazione […]. Io sono contraria alla chirurgia estetica», afferma l’autrice. «I cliché sulla vecchiaia sono il motivo per cui passiamo tutta la vita ad avere paura della vecchiaia e, quando ci vediamo vecchi, abbiamo paura di noi stessi». Un altro dei punti affrontati nel corso della serata è stato poi quello della copertina. Anche noi, durante le serate di lettura, ci soffermiamo per parlarne ed analizzarne le emozioni che trasmette. Sapere poi come nasce è, in qualche modo, una nuova storia da ascoltare. E in questo caso è accaduto in modo del tutto casuale, sfogliando semplicemente una rivista. La copertina, in questo caso, è nata da un dettaglio, una semplice foglia secca che rimane intatta conservando i segni di un tempo che non si arrende al suo scorrere. Nel romanzo sono anche presenti alcune figure maschili tra cui Dom, l’ex marito di Costanza, e Matteo, suo figlio. Dom sarà poi fondamentale per la crescita della nuova Costanza, con la convinzione che nella vita si può anche non smettere mai di crescere. Infatti, «Uno pensa che quando invecchia ha cambiato verbo e invece io penso che i due verbi possano coesistere. Si può crescere invecchiando, si può crescere da vecchi, così come si può anche non crescere da giovani. […] E poi ci sono quelli che crescono fin quando hanno un piede nella fossa perché ogni giorno imparano una cosa nuova, perché ogni giorno lavorano su di sé e ottengono qualcosa di più». Si è parlato poi di figli, di maternità, sottolineando l’importanza dell’inizio come qualcosa di entusiasmante, così come lo è stato anche per l’autrice. Avere figli che fanno libri significa avere la letteratura come punto d’incontro. Lidia Ravera, infatti, ha poi scherzato dicendo: «Io ho letto da piccola Beauvoir che diceva “le donne si dividono in donne che fanno figli e donne che fanno libri”, quindi mi aspettavo di non fare figli perché comunque i libri io li volevo fare fin da piccola. Poi quando mio figlio è diventato scrittore ho capito che avevo risolto questo conflitto». Anche la stesura stessa del romanzo richiede tempo. Il tempo, qui, vuole la sua parte. Un tempo che si divide a metà: la prima parte, forse quella più difficile, quella che prevede l’inizio – con una scaletta che la maggior parte delle volte viene gettata via – e la seconda parte, che invece si scrive da sola, quando ormai tutti i personaggi sono stati delineati e le storie intrecciate per bene. «Mi piace scrivere dei libri che servono a qualcosa» afferma l‘autrice. «Faccio ridere, faccio piangere, faccio rispecchiare nei miei personaggi». E forse è proprio a questo che serve il romanzo: a capire che il tempo non è una prigione nella quale incastrarsi una vota arrivati al “terzo tempo” ma un andare incontro ai cambiamenti senza drammatizzarli. Per citare il romanzo, appunto: “Quando si è giovani, si è giovani più o meno tutti nello stesso modo. Vecchi, se si